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Loro sono amanti degli animali, li amano. Dicono.

E poi c’è il popolo della macellazione umanitaria, della morte con onore e dell’uccisione con amore, veloce, indolore, della catena alimentare e del mondo delle prede e dei predatori.

Perchè  loro sono amanti degli animali, li amano. Dicono.

Negarlo sarebbe come affermare, oggi che il vaso di pandora è scoperchiato, essere individui privi di etica, senso empatico, morale. Quindi è importante ribadirlo. Loro amano gli animali e sono contro la violenza.

 

Loro inveiscono contro gli operai dei macelli e i contadini che sgozzano animali, ma si recano poco dopo ai banchi macelleria dei supermercati per imbracciare la prossima vaschetta bianca incelofanata di brandelli di tessuto muscolare innocente.

 

Loro insorgono quando vedono iugulare un animale al mattatoio. Non sopportano vedere dissanguare la vittima; loro vorrebbero mangiarla intrisa di sangue, completa di interiora e frattaglie. Sarebbero disposti anche a saltare il processo di frollatura, proprio come fanno leoni e iene.

 

«Sarebbe troppo, prendere la bestiola con delicatezza e poi spararle, evitandole un’inutile agonia?» Dicono.
Ma tra l’inutile agonia e la realtà c’è sempre una vittima di mezzo. Peccato. Dicono sia la Natura. Dicono.

 

Loro hanno allevamenti e mattatoi di fiducia, luoghi in cui le vittime vengono trattate con rispetto, fecondate con amore, private della loro libertà con moderazione ed infine fatte a pezzi e spedite ai consumatori con l’osservanza delle norme; norme, di una giustizia fallace, che confondono drammaticamente con dei principi morali.

 

Loro sono talmente attenti al benessere delle vittime che quando acquistano i resti dei loro corpi comprano solo quelli che allegano DVD riassuntivi della loro misera vita zootecnica, in modo da non avere rimpianti.

 

Loro, che al solo pensiero di rinunciare a tessuti muscolari di animali morti e cotti, accusano dei mancamenti.
«Cosa dovrei mangiare se non mangio la carne, lattuga?», ignorando per pigrizia e paura, ma inconsciamente non troppo, dell’infinità possibilità di nutrimento senza sangue offerta da Madre Natura.

 

Loro che non mancano mai di mettersi sullo stesso piano del leone, quando poi con le proprie mani non riuscirebbero a sgozzare neanche un peluche.

 

Loro che non mancano mai di prendere le distanze dal leone, quando quest’ultimo ad esempio uccide i propri piccoli; è la Natura, dicono…

 

Loro che non mancano di definire estremisti tutti quegli “invasati”, sempre più numerosi giorno dopo giorno in tutto il mondo, che mostrano tutte quelle realtà di dolore e le conseguenze che incontrovertibilmente comportano; realtà, nonostante tutto, per loro irrinunciabili e che devono rapidamente razionalizzare e giustificare comunque in ogni modo.

 

Loro dicono che mangiare corpi si è sempre fatto fin dagli albori, ma s’indignano davanti a guerre e omicidi.

 

Loro che non mancano di parlare di Pace e di Giustizia, ma lo fanno con la bocca piena di vittime innocenti.

 

Loro che non mancano di ricordare che anche i vegetali sono esseri viventi e quindi, per non fare torto a nessuno e con un equilibrio morale disarmante, alimentano, supportano e finanziano allevamenti e mattatoi con i loro oceani quotidiani di sangue e disperazione.

 

Loro che si dichiarano consapevoli della legale carneficina di massa quotidiana ma che continuano a razionalizzarla in ogni modo. Già, perchè loro amano gli animali.

 

Eppure non sarebbe necessario per nulla il “loro amore”, basterebbe soltanto che Loro comprendessero e mettessero in atto la forma più basilare di rispetto nei confronti di qualcuno.

Quella di non condannarlo a morte per poi masticarlo.

di Gaspare Messina – Laverabestia.org

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