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I Vegani devono stare attenti per evitare carenze nutrizionali

Alcuni nutrizionisti che solo pochi anni fa si strappavano i capelli a sentir parlare di alimentazione vegan ora affermano che tale dieta può essere adottata ma a condizione che vengano prese le precauzioni necessarie ad integrare gli alimenti per evitare carenze nutrizionali, come di vitamina B12, Ferro, Calcio o vitamina D.

 

Quindi se da una parte finalmente si aggiornano e fanno un passo avanti verso la vera scienza alimentare, dall’altra continuano a considerare la scelta vegan pericolosa, da seguire ma con le dovute precauzioni. In sostanza noi vegani, noi fuoriusciti dalla norma nutrizionale degli onnivori che causa patologie mai registrate prima nella storia della specie umana e che sta falcidiando la popolazione, che uccide una persona su due di infarto e una su tre di tumore, noi che ci alimentiamo nel modo conforme alla nostra vera natura di frugivori, noi che godiamo di una salute eccellente contrariamente a quella degli onnivori, noi dobbiamo stare attenti a non incorrere a carenze nutrizionali. Roba da morire dalle risate.

 

Il noto nutrizionista prof. Giorgio Calabrese, in termini ancora ottocenteschi, in questi giorni ribadiva la necessità di integrare la dieta con le proteine nobili, considerate ad alto valore biologico (io direi ad alto potenziale distruttivo) per assicurarsi gli aminoacidi essenziali: che è come raccomandare di consumare le cicuta perché ricca di potassio. Il trucco è sempre lo stesso: non parlare mai degli effetti negativi di un determinato prodotto, o al limite il suggerimento è di non abusarne. Ma se è necessario consumare un prodotto con moderazione è lapalissiano che sia dannoso: chi stabilisce il limite entro il quale quel prodotto non sarà nocivo?

 

Quando consigliano di consumare carne per i famigerati aminoacidi essenziali, onestamente avrebbero il dovere di informare che questi sono presenti anche nel mondo vegetale e senza incorrere alle proteine criminali della carne, ai grassi saturi, al colesterolo, ai residui chimici dovuti ai farmaci somministrati agli animali, alle eventuali malattie dell’animale abbattuto ecc.. Allo stesso modo quando consigliano di consumare pesce per assicurasi l’Omega 3, dimenticano di dire che il mondo vegetale è più ricco di tali acidi grassi è che sarebbe più opportuno assumerli dal mondo vegetale senza incorrere agli effetti dannosi che il pesce può portare a causa dei metalli pesanti, dell’inquinamento del mare e, se sono da allevamento, ai farmaci somministrati come agli animali terricoli.

 

Così pure quando invitano a consumare i formaggi per il loro alto contenuto di calcio dimenticano di dire che il calcio dei latticini, essendo altamente acidificante, sottrae calcio all’organismo per bilanciare il pH extracellulare causando osteoporosi;  che il troppo calcio in circolo è ciò che ostacola l’assorbimento del ferro, che il mondo vegetale è ricchissimo di calcio senza gli effetti nocivi dei formaggi che possono contenere anch’essi residui di farmaci ed ormoni che servono ad immunizzare gli animali dalle malattie e a farli produrre un quantitativo di latte tre volte maggiore di quanto produrrebbe una mucca alla stato naturale.

 

La vitamina D poi è l’ultimo dei problemi in quanto è sufficiente l’esposizione alla luce solare per favorirne l’assimilazione.

 

I nutrizionisti televisivi parlano di dieta vegan senza mai un riscontro con la realtà dei vegani la cui ottima salute li metterebbe in imbarazzo; essi profferiscono ciò che la gente vuol sentirsi dire non ciò di cui ha realmente bisogno: ma per i canali televisivi è più importante l’audience della salute della popolazione. Senza rendersi conto del danno che producono diventano strumenti  degli immensi interessi economici delle multinazionali il cui scopo non è certo la salute delle persone.

 

L’ordine imperativo è non turbare il sonno ipnotico della popolazione e soprattutto non causare la perdita di qualche posto di lavoro, con la riduzione dell’acquisto dei loro prodotti, a costo di un ecatombe planetaria.

 

di Franco Libero Manco

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