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Perchè Laverabestia.org

La vera bestia

 

Laverabestia.org – Animal Video Community è dedicata agli animali che sono stati uccisi dall’avidità, dall’egoismo e dalla sete di sangue degli umani.

Alle generazioni presenti e future di esseri innocenti che soffriranno e moriranno a causa della brutalità umana.
A tutte le creature nostre simili che, a causa della prevaricazione dell’essere umano, sono state mutilate, macellate, bruciate, avvelenate, strangolate, gassate, fucilate, fulminate, cucinate, investite, scuoiate, mangiate, schiavizzate e domesticate.
Moltissimi uomini negano i propri sentimenti verso la sofferenza animale, costruendosi degli alibi per giustificare il proprio comportamento prevaricatore. Le persone imparano presto a soffocare quel che provano realmente quando vedono gli animali soffrire. Separare i pensieri dai sentimenti fa parte del processo di alienazione che affligge l’umanità.

 

Molti altri si collocano a metà strada. Ritengono che gli animali dovrebbero essere trattati bene, ma continuano a porre su un trono la specie umana. Combattuti tra l’empatia verso le altre creature ed il bisogno di controllarle, giocano il ruolo dei moderati. Cercano di sedare l’animosità dei difensori degli animali più estremisti; cercano di aumentare la sensibilità da parte degli sfruttatori di animali, proponendo gabbie più grandi e una macellazione “più umana”. Sentono che gli animali dovrebbero poter essere liberi di vivere le proprie vite, ma poi pensano che tale libertà sarebbe in irragionevole contrasto con il loro stile di vita. Vogliono usare farmaci e mangiare carne ed altri prodotti dello sfruttamento animale, ma stanno male quando vengono a conoscenza di quel che subiscono gli animali per la loro produzione. Ecco perché i macelli vengono costruiti lontano dagli occhi del pubblico e le porte dei laboratori di ricerca vengono tenute ben chiuse. Questo aiuta le persone a mantenere la testa sotto la sabbia, chiudendo gli occhi di fronte tutta la crudeltà che li circonda. Oggi, non è tempo per la moderazione ed il compromesso, quando sono in gioco principi morali concernenti la vita e la morte.

 

C’è una ragione per cui tante persone divengono difensori degli animali e cercano affetto in loro: nei non umani trovano onestà. Gli animali non recitano. Sono diretti. E non sono mai deliberatamente crudeli.

Una volta, andare a caccia, macellare, scuoiare e picchiare gli animali faceva parte della vita quotidiana delle persone comuni. Che le persone, oggi, siano più sensibili che nel crudele passato, è un’illusione della società contemporanea. In realtà, la gente, semplicemente, non è più abituata ad uccidere gli animali con le proprie mani. Questo sporco lavoro viene lasciato a degli “specialisti”, come macellai, cacciatori, vivisettori o dipendenti di certi canili.

Anche se alcune persone, attualmente, rimangono sconvolte alla vista di foto di maltrattamenti di animali, l’importanza che attribuiscono ai prodotti di tali maltrattamenti porta semplicemente al rifiuto della vista di quelle immagini, o all’accettazione che queste azioni contro gli animali siano “un male necessario”.

 

Ad oggi, il mondo è stato definito “per gli uomini” dagli uomini stessi. Mettere l’uomo al centro del mondo viene definito antropocentrismo. L’antropocentrismo permette agli umani di considerare gli animali come “risorse naturali”, oggetti per uso e consumo umano. Queste definizioni create dall’uomo sono state spesso glorificate da scritture religiose, che impregnano tante pratiche violente di una presunta accettazione divina, isolandole da ogni possibile riflessione ed erigendo attorno ad esse muri di fede impenetrabili. Gli uomini, assetati di sangue, non hanno molto bisogno di giustificazioni, per il massacro della natura che compiono, ma, anche armati della fede, diventano un olocausto inarrestabile che si autoalimenta. Questa visione antropocentrica del mondo, inoltre, è sfociata nella distruzione ambientale. Montagne, fiumi, e perfino intere foreste pluviali non sono considerati altro che oggetti, usati per soddisfare la bramosia umana per possesso materiale e potere. Il soggiogare il mondo e i suoi abitanti ai desideri umani non ha impedito alle persone di ammazzarsi anche tra loro. Questo avviene perché la connessione tra non-umani e umani è inconfutabile: siamo tutti animali. Se gli animali non umani si possono sfruttare e sacrificare, lo stesso si può fare con gli esseri umani. L’antropocentrismo aliena gli umani dal resto del mondo naturale.

 

Quando le persone antropocentriche provano affetto per gli animali o la natura, i loro sentimenti sono sempre contaminati dal loro antropocentrismo. Quando affermano di amare gli animali, intendono dire che a loro piacciono gli animali per quel che hanno da offrire alle persone. Di solito, preferiscono gli animali domestici. La domesticazione è stata un processo attraverso cui gli animali sono stati allevati per essere controllati e manipolati dall’uomo. Cani, gatti e altri “animali da compagnia” sono, molto spesso, amati dalle persone che pensano alla vita animale in relazione ai bisogni umani.

L’approccio antropocentrico fa anche apparire la questione animale e quella ambientale come fossero due questioni separate. Non c’è da sorprendersi. Le persone alienate, che sono esse stesse al di fuori della natura, vedono anche gli animali come non connessi al loro ambiente. Ma l’intero pianeta è un unico sistema. E la totalità del pianeta è più grande della somma delle sue parti animali, vegetali e minerali. Separare gli animali dall’ambiente è un costrutto mentale umano. Non ha niente a che vedere con la realtà.

 

Adottare una visione biocentrista significa al contrario, considerare gli umani non come il centro del pianeta, ma come uno dei partecipanti, in una moltitudine di altri esseri. Gli elefanti, le lontre, i branzini, i ragni e gli avvoltoi ecc. hanno lo stesso diritto degli umani di vivere su questo pianeta.

 

Molta gente dichiara di amare gli animali. I cacciatori dicono di amare la natura, anche se scaricano i loro fucili contro qualsiasi cosa si muova. I bracconieri insistono che anche loro amano gli animali e sostengono che le tagliole che usano non sono troppo dolorose per gli sfortunati animali che vi restano intrappolati. Perfino i vivisettori millantano amore verso gli animali, insistendo che le torture cui sottopongono gli animali sono necessarie per la salute umana. L’egoismo e l’antropocentrismo delle convinzioni di cacciatori, bracconieri e vivisettori dovrebbe essere evidente anche per le persone che non s’interessano degli animali. Questa visione di alcuni presunti “amanti degli animali”, è evidentemente ridicola. Per loro, ad esempio, torturare e uccidere animali nei laboratori è giustificabile, se si tratta di ricerca “necessaria”, purché sia fatta in modo compassionevole. Perfino mangiare animali è accettabile, purché siano “macellati in modo umanitario”… Il concetto di “macellazione umanitaria” – qualunque cosa significhi – è una perversione. Dimostra quanto gli umani siano confusi riguardo a ciò che va considerato umanitario. “Macellazione umanitaria” è un ossimoro, come “intelligence” militare. Credo invece con fermezza che uccidere un essere innocente, umano o non umano, che non vuole morire, non sia mai umanitario. Potresti mai considerare umanitario l’assassinio di tuo fratello o di tua sorella? Cosa diresti se l’assassino si scusasse dicendoti che ha ucciso tua sorella con amore, con un’overdose di barbiturici, o con l’elettrocuzione? Sorrideresti, e considereresti umanitario il suo assassinio? Resta evidente che il vero scopo, nel definire “umanitaria” la macellazione, sia rendere la faccenda più facile per gli uccisori. E’ da notare come, ogni anno, nei canili statunitensi, vengano uccisi almeno quindici milioni di animali. Il pubblico non vuole sapere che gli animali di cui si è disfatto vengono uccisi con una bastonata in testa. E’ più umanitario, secondo la gente, uccidere gli animali in modo più discreto – con un’iniezione, ad esempio. Non ha importanza che gli animali eliminati vengano assassinati esclusivamente a causa della negligenza umana e della mancanza di volontà di cambiare il sistema, ad esempio impedendo la vendita di animali nei negozi, o rendendo illegale la riproduzione e obbligatoria la sterilizzazione. E’ totalmente incociliabile opporsi alla sofferenza degli animali, ma non al loro assassinio.

 

Tante persone risultano essere contrarie agli allevamenti intensivi, in cui gli animali sono trattati come macchine e vengono confinati al buio, in spazi limitati e affollati. Eppure, non muoverebbero alcuna obiezione contro l’uccisione di animali per l’alimentazione umana, se queste creature fossero allevate in fattorie tradizionali, a conduzione familiare, prima di essere macellate. Finché gli animali sono trattati bene da vivi, non trovano nulla di sbagliato, nell’ucciderli. La morte è per loro ritenuta naturale, dopotutto.

 

Alcuni assassini di animali giustificano le loro azioni dicendo che anche gli umani sono animali, e che gli animali si uccidono l’un l’altro. Gli umani stanno semplicemente seguendo la legge della natura. Ma non spiegano perché, in quanto animali, gli umani scelgano di comportarsi come parassiti e come carnivori aggressivi. Inoltre, non spiegano come, in quanto belve crudeli che uccidono e sfruttano altre creature, gli umani possano comportarsi in modo rispettoso e compassionevole verso gli altri umani. Quando vengono sfidati a rispondere, dicono, che gli umani sono diversi dagli animali. Gli umani meritano più rispetto. Questa dichiarazione rivela un pregiudizio, chiamato specismo, che implica la convinzione che le specie non umane siano inferiori a quella umana, proprio come il razzismo implica la convinzione che alcune “razze” siano inferiori ad altre. Trattare gli animali come esseri inferiori e con un valore minore di quello degli umani sia una caratteristica comune alla maggior parte degli esseri umani. Gli umani non sono in grado di definire il valore o la qualità della vita di un cane o di una qualsiasi creatura. Questa visione è strettamente antropocentrica. Gli umani non possano giudicare la qualità e il valore della vita di un’altra creatura. Che rilevanza ha un tale giudizio? Il valore o la qualità che attribuiamo alla vita di un nostro vicino di casa non sono minimamente rilevanti, quando si tratta di rispettare il suo diritto alla vita. Non fa differenza che il nostro vicino sia un cane, una lumaca, una mosca, un pipistrello o una giraffa. La maggior parte della gente ha difficoltà a non mettere gli interessi degli umani al di sopra di quelli degli animali, invece che sullo stesso piano.

 

Purtroppo però, la mente umana ha una tremenda capacità di chiudersi troppo spesso di fronte a qualsiasi ragionamento e di isolarsi dalle argomentazioni morali. Alle argomentazioni intellettuali riguardanti l’etica, la maggior parte delle persone non reagisce affatto. Quando si chiede loro per quale motivo mangino animali, per esempio, diranno: “Mi piace il sapore”, “L’ho sempre mangiati”, “Se non li mangio io li mangerà qualcun altro”, “E’ la natura”, e così via. Quando, con le parole, le si mette in difficoltà mostrando loro l’incoerenza nel trattamento degli umani e dei non umani, e che sono solo degli specisti, diranno, nel migliore dei casi, “Va bene, sono specista! Sono incoerente! Lo accetto.” Anche dopo che si mostra loro come vengono trattati gli animali negli allevamenti intensivi e nei macelli, e anche dopo aver spiegato loro che miliardi di animali vengono mandati a morte in quel modo ogni anno, continuano a mangiare carne, magari distogliendo lo sguardo quando passano davanti a una vetrina di macelleria particolarmente macabra. Chiaramente, ora il loro comportamento non è più dovuto all’ignoranza, alla loro non conoscenza iniziale. Eppure, quasi sempre, le vostre parole cadono in orecchie sorde. Perché?

 

Le argomentazioni non cambiano il comportamento delle persone. Solo un cambiamento nei sentimenti può portare a una trasformazione. Come semplice dimostrazione di questa verità, si guardi l’esempio dei lavoratori dei macelli. E’ chiaro che queste persone sanno bene cosa stanno facendo. Parlare loro dell’uccisione degli animali non ha senso. E’ una cosa che vivono in prima persona. Eppure, continuano a macellare animali. Perché continuano a farlo? Perché, anche se sanno quel che stanno facendo, semplicemente non lo sentono.

 

E allora perché alcune persone rispettano gli animali e altre no? Per rispondere a questa domanda, sarebbe meglio affrontare una domanda più profonda: Cosa spinge una persona a tener conto delle esigenze altrui? La risposta più evidente è che una persona tenga conto degli altri solo quando ciò influisce sui suoi sentimenti, più precisamente, sulle sue sensazioni di dolore o di piacere. L’empatia è quel che sentiamo quando crediamo di poter provare ciò che un altro sta provando. Non ha nulla a che fare con la mente, ma col cuore, e quindi è reale e potente, nei suoi effetti sul nostro comportamento. E’ il modo in cui si stabilisce la nostra connessione con gli altri, e il modo in cui ci identifichiamo con la loro realtà. Senza empatia, non possiamo provare affetto per gli altri. E’ la base dell’amicizia e dell’amore. Ci fa stare bene. Ne abbiamo bisogno. L’amore, la forma più elevata di empatia. Noi tutti abbiamo bisogno di amore ed empatia perché ci sentiamo soli al mondo. Gli umani sono una specie alienata, fondamentalmente insicura della propria connessione col resto della natura. Il mondo fa paura, quando non si ha la più pallida idea di come comportarsi, nessun istinto interiore che indichi cos’è salutare e cos’è dannoso. Se avessimo una tale conoscenza, non avremmo bisogno dell’etica e della religioni per decidere come comportarci. Entrambe tentano di definire il comportamento umano e il nostro posto nel mondo. Fin da quando l’uomo esiste, sono esistiti codici religiosi e morali che cercano di dare un senso al caos della condizione umana. Questa incertezza esistenziale di base rende le persone sole e spaventate. L’amicizia è un sollievo e, come tale, viene apprezzata. L’altra faccia di questa medaglia esistenziale è il bisogno di esercitare un controllo sul mondo.

 

E’ estremamente chiaro come il desiderio di potere e di esercitare controllo siano dominanti nella vita della maggior parte della gente. Se le persone non riescono a controllare la propria vita, proveranno a controllare la vita degli altri. La gente ha paura di perdere il controllo, perché perdere il controllo fa soffrire. Cerchiamo di illuderci che staremo bene nel mondo, che l’ambiente non ci è ostile e che riusciremo a soddisfare i nostri bisogni. Per gli umani, esercitare potere sugli altri è un modo per raggiungere una serenità mentale illusoria, una visione in cui il mondo è un posto sicuro e controllabile. L’amore verso gli altri e il potere sugli altri sono mutuamente esclusivi. Non si può amare qualcuno che si sfrutta, o sfruttare qualcuno che si ama. Il modo in cui le persone affrontano questo paradosso consiste nell’amare alcuni e nel controllare altri. E poiché il controllo porta spesso allo sfruttamento, è necessario provare poca o nessuna empatia verso chi è sottoposto a controllo, così da evitare di soffrire con lui, quando lo si sfrutta.

 

Per illustrare questo punto, può essere riportato l’esempio dei medici nazisti che conducevano esperimenti atroci sugli ebrei durante il giorno, comportandosi poi da padri e mariti amorevoli la sera. Gli umani etichettano un gruppo con “altri”, usando la razza, la nazionalità, il sesso, o la specie come base per questa distinzione, e considerano quel gruppo non meritevole di empatia e, quindi, un obiettivo ragionevole per lo sfruttamento. Finché esiste un altro gruppo con cui potersi identificare e in cui trovare empatia e amore, gli umani possono soddisfare il loro bisogno di affetto. Definendo dei gruppi in questo modo, la gente si concede il piacere dell’amore verso certi gruppi, riducendo così la propria sofferenza nello sfruttare gli altri gruppi. I gruppi verso cui è gentile sono composti da umani, in particolare da quelli con un potere eguale o superiore. Gli sfruttati sono tipicamente privi di potere ed impossibilitati a rispondere all’aggressione, come gli animali.

 

Se si è dotati di potere sugli altri, non si ha paura di loro. Questo significa che li si può trattare nella maniera che si preferisce, che sia basata sullo sfruttamento o sulla correttezza. Se sfruttati, non possono far altro che soffrire. Se trattati bene, possono scegliere se restituire o meno la cortesia. Quando la gente sceglie i gruppi da sfruttare, l’obiettivo più facile è naturalmente il gruppo meno potente. Gli animali non umani non hanno il potere di rispondere alle aggressioni e allo sfruttamento umano. Gli animali sono costretti a soffrire il potere umano sulle loro vite. Poiché la maggior parte degli umani considera gli animali come oggetti non meritevoli di empatia, non riconoscono la sofferenza che causano loro. Hanno squalificato gli animali quali esseri senzienti capaci di soffrire e avere dei propri interessi. Queste persone risultano quindi insensibili alle loro urla e alla loro sofferenza. E’ proprio questa insensibilità ciò che consente agli sfruttatori di dormire di notte e uccidere di giorno. Quelli che provano empatia per gli animali, li rispettano. Provano piacere nell’identificarsi anche con gli esseri non umani, amano vederli liberi, e rispettano tutti gli esseri come membri della famiglia della vita in quanto dotati del diritto di vivere sul pianeta. Anziché vedere gli animali come oggetti da controllare, li vedono come individui da amare.

 

Se non si prova empatia, almeno in qualche grado, per gli animali, non si comprenderà mai alcuna argomentazione che spieghi come la loro autonomia vada rispettata. Gli animali sono indifesi e facili prede dello sfruttamento umano, perché non possono ribellarsi. Conosco un’allevatrice di maiali che li “ama” fino a che non finiscono dal macellaio. Tiene anche dei vitelli come “animali da compagnia”, per due anni, e poi li “mette nel freezer”. Ciò che queste persone provano per gli animali, sono motivazioni mosse da interessi prettamente personali, nel tentativo di massimizzare il piacere e minimizzare la sofferenza.

Liberazione Animale!

Gaspare Messina | 2009

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