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Podcast Antispecista

L’altra voce è quella che non ascoltiamo mai, quella degli ultimi, quella di chi spesso, erroneamente, viene definito “senza voce”, ma che una voce ce l’ha, invece, e grida, si ribella, lotta contro il sistema che lo rende vittima. L’altra voce è un viaggio tra libri che trattano di animali umani e non umani, del rapporto che ci lega e della lotta per cambiare un sistema del dominio che discrimina in base a specie, sesso, presunta razza, orientamento sessuale, religione. Libri interi o brevi estratti, racconti e pensieri che sono l’altra voce e che speriamo siano altrettante “pillole rosse“. Di Barbara Mugnai, in onda sulla web radio antispecista Radio Morpheus.

Sciopero
non si macella
non si scuoia
non si squarta
non si raccoglie merda
non si annusa il gas della morte
sciopero
contro Augusto Pinochet
il macellaio.
Macello – Ivano Ferrari

“Se per antispecismo si intende la convinzione che l’appartenenza alla specie umana non autorizza a considerare inferiori le altre specie e ad abusarne, atteggiamento connotato anzi come «errore morale», i bambini possono a buon diritto essere considerati naturalmente antispecisti, perché per loro è normale non ipotizzare barriere tra gli esseri umani e gli altri animali, tanto meno credere che le altre specie siano meno importanti della nostra.
[…] Perché mai non mangiare nello stesso piatto con il proprio cane, non dormire nello stesso letto, non leccare lo stesso gelato? Se il piacere è di entrambi e la gioia condivisa, se ci si capisce così bene guardandosi negli occhi e parlandosi con un linguaggio in cui alle parole corrispondono gesti e comportamenti in sintonia, non saranno certo preoccupazioni igieniche, del tutto sconosciute, o considerazioni filosofico-esistenziali su chi sono gli uomini e chi sono gli animali, rimandate se mai ad altra epoca, a frapporsi allo stabilirsi di una relazione paritaria e gratificante.”
Tra cuccioli ci si intende – Annamaria Manzoni

“Se i macelli avessero le pareti di vetro, saremmo tutte vegetariane”: siamo davvero sicure?
Il mattatoio per maiali Danish Crown, in Danimarca, uno dei più grandi al mondo con la capacità massima di “processare” -massacrare- 100.000 maiali alla settimana, è dotato di una galleria di visita di vetro da cui è possibile osservare tutta l’area di produzione e tutte le operazioni che vi si svolgono. Nonostante i turni di visita dal lunedì al venerdì, la lista di attesa «è di circa quattro mesi per i turni di giorno e di circa sei mesi per i turni serali». La promessa di trasparenza al 100% è però mantenuta anche per le persone impazienti mediante la possibilità di un tour virtuale guidato. www.danishcrown.com/en-gb/contact/visit-danish-crown/
Perchè, allora, i mattatoi sono diventati sempre più invisibili? Forse dovremmo annusare il motivo…
Con la puzza sotto al naso – Chiara Stefanoni

“Ripercorrendo a ritroso il tragitto che ha condotto molti umani in carcere, troviamo radici che si innestano nel grande albero delle relazioni di potere tra umani e (altri) animali. Tutto è collegato e Gorgona ci offre alcune inedite chiavi di lettura. Sentiamo la responsabilità di non ignorarle, di ascoltare le voci, le sensazioni e gli insegnamenti semplici e profondi che quest’isola ci svela. Questa è la sua profezia che nel tempo si mostra sempre più evidente e coerente. Il nascosto sta emergendo e i profeti, pur parlando linguaggi diversi, pur non appartenendo sempre alla nostra specie, stanno interrogando in modo pacifico le nostre coscienze sopite. Rimaniamo, quindi, vigili, liberiamo la nostra capacità di accoglienza e di ascolto affinché, quando un giorno irromperanno, non ci troveranno impreparati.”
Salvati con nome – Carcere e rieducazione non violenta: il modello dell’isola di Gorgona – Silvia Buzzelli e Marco Verdone | Ph. Rachele Zecchini

“Strisciando strisciando ho raggiunto il mare e questa è la storia di come sono riuscito a scappare usando tutte le mie abilità perché l’unica cosa che conta è la LIBERTA!”
Inky – Stefania Valenti

“Secondo la ricostruzione, il polpo, nel cuore della notte, avrebbe sollevato il coperchio della sua vasca rimasto socchiuso e, raggiunto il pavimento, si sarebbe infilato in un tubo di scarico largo pochi centimetri. Dopo averlo percorso per tutti i suoi 50 metri di lunghezza, Inky sarebbe arrivato in mare, nelle acque della Hawke’s Bay, costa est dell’Isola del Nord.”

“Immagina se ogni giorno della tua vita ti costringessero a vivere confinata in un posto che assomiglia a casa tua, ma che in realtà non lo è. Immagina se tu non potessi andare oltre quei limiti, se non potessi esplorare altrove e non potessi realizzare il tuo sogno di vedere il mondo…”
Il sogno di Matilde – Animali in libertà – Alessandra Catalioti

“Se nemmeno il tuo corpo è di tua proprietà, come può esserci giustizia?”
Intervista di Zane Mc Neill a Just Wondering sul loro cortometraggio “We fly, we crawl, we swim” – tratta dal n°46 della rivista Liberazioni.

“No, non volevo la libertà. Soltanto una via d’uscita: a destra, a sinistra, purché fosse; non avevo altre esigenze; anche se la via d’uscita fosse risultata un’illusione; l’esigenza era così modesta, che l’illusione non poteva esser molto grande. Andar avanti! Andar avanti! Ma non star fermo con le braccia levate, stretto alla parete di una cassa.”
Una relazione per un’Accademia – Franz Kafka

“In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente, con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.”
Media e potere – Noam Chomsky

“Sia in Inghilterra che negli Stati Uniti molte delle prime antivivisezioniste e vegetariane erano suffragette. Se guardiamo alla storia dell’allevamento e della domesticazione animale, gli uomini erano padroni delle donne, dei bambini, delle bambine e degli animali. Non c’è da stupirsi che molte femministe lesbiche siano vegane o vegetariane e che esista una simpatia profonda tra donne e animali.”
Animali come fonti di pensiero strategico – Intervista di Giorgio Losi a Pattrice Jones – Da Liberazioni n° 43

Non si può che provare sbigottimento e incredulità davanti alla riduzione a problema individuale di quella che è una vera e propria tragedia planetaria, da parte di un media tanto potente: e ci si chiede se sia più intollerabile che tale tragedia sia sfruttata ad uso e consumo del narcisistico piacere di un’esposizione “artistica” (il virgolettato è d’obbligo) o per l’ennesima minimizzazione a cui sottoporre il coinvolgimento nella questione animale: problema di sensibilità individuale.
Annamaria Manzoni

“E’ molto scarso il conto in cui si tengono le teste rotte, nel quartiere dei macelli: gente che per tutto il giorno fracassa teste d’animali, ci fa l’abitudine e poi finisce per esercitarsi con gli amici e di tanto in tanto anche con la famiglia.”
La giungla – Upton Sinclair

Il lutto è sempre un atto politico.
Il lutto è una pratica che si oppone al disconoscimento.
Solo cessando di disconoscere, potremo iniziare a dar vita a una comunità che si faccia carico della nostra precarietà condivisa; solo compiangendo potremo cominciare a far fronte a una perdita e a una devastazione così grandi. Solo iniziando ad ammettere la realtà di ciò che vediamo e udiamo, potremo portare parte delle nostre vite fuori dal cono d’ombra in cui si trovano e cominciare a batterci per quelli che compiangiamo.
Questione di specie – James Stanescu

“La questione che solleva è interessante. Non hanno una coscienza che riconosceremmo come tale. Non hanno la consapevolezza, per quanto ci è dato intendere, di un io con una storia. Quel che mi interessa è ciò che viene dopo. Non hanno una coscienza e DUNQUE. Dunque cosa? Dunque siamo liberi di usarli per i nostri fini? Dunque siamo liberi di ucciderli? Perché? Che c’è di tanto speciale nella forma di coscienza che noi riconosciamo, perché uccidere chi la possiede sia un crimine, mentre uccidere un animale non lo è?
[…]Per non parlare dei neonati! I neonati non hanno coscienza di sé, eppure riteniamo che uccidere un neonato sia un delitto più atroce che uccidere un adulto.
[…]Dunque tutta questa discussione sulla coscienza e il nostro interrogarci se gli animali ce l’abbiano o meno è solo una cortina di fumo.”
La vita degli animali – J. M. Coetzee

“Ed è proprio questo il mio dilemma oggi pomeriggio. La ragione e sette decenni di vita mi dicono che la ragione non è nè l’essenza dell’universo nè l’essenza di Dio. Al contrario, mi pare che la ragione assomigli in modo sospetto all’essenza del pensiero umano; peggio ancora, all’essenza di una tendenza del pensiero umano. La ragione è l’essenza di un campo solamente del pensiero umano. E se è così, se questo è ciò che credo, perché mai dovrei inchinarmi alla ragione, oggi pomeriggio, e accontentarmi di ricamare sul pensiero dei grandi filosofi del passato?
[…] Non sarà che il fenomeno che stiamo esaminando, anziché lo sbocciare di una facoltà che permette di accedere ai segreti dell’universo, sia il campo di specializzazione di una tradizione intellettuale, autorigenerante e assai limitata, il cui punto forte è dato dal ragionamento allo stesso modo in cui il punto forte di un giocatore di scacchi è giocare a scacchi, un’attività che egli cerca, per i suoi motivi, di collocare al centro dell’universo?”
La vita degli animali – J. M. Coetzee

“Se ogni figlio fosse visto come un individuo unico, provvisto di potenzialità proprie e al quale offrire il massimo per aiutarlo a svilupparsi nella sua direzione, la questione del sesso perderebbe automaticamente importanza.
[…] In una cultura patriarcale, che pone come valori essenziali da una parte la supremazia dell’individuo di sesso maschile e dall’altra l’inferiorità dell’individuo di sesso femminile, è comprensibile che sia rigorosamente vietato mettere in discussione il prestigio dell’uomo perché ciò porterebbe fatalmente allo sgretolamento del suo potere.
[…] In un essere che è stato programmato per essere dominato, l’intelligenza è una qualità così scomoda che si fa tutto il possibile per scoraggiarla sul nascere, per non darle modo di prendere coscienza di sé.
[…] Quando ci si sente il “secondo sesso” ci vuole molta forza e sicurezza di sé per sostenere la critica di tutti, e allora ci si adegua alle aspettative altrui: si fa, si dice, ci si comporta come gli altri vogliono.
[…] Lo sviluppo femminile può essere definito una frustrazione permanente.”
Dalla parte delle bambine – Elena Gianini Belotti

“Se anche è vero che il male nelle sue infinite forme sembra sempre vincente, a disposizione dei singoli, dei gruppi, delle comunità deve esserci la consapevolezza della possibilità di andare in direzione contraria, non sottovalutando le impensabili valenze insite nel ruolo del dissidente, ruolo che ognuno di noi può coprire. L’opzione di non accodarsi, ma di opporsi e disobbedire ci appartiene visceralmente: è un passaggio obbligato della crescita, quando, nel secondo anno di vita dire NO ha significato per ognuno di noi sperimentare la possibilità di distinguersi, di affermare la capacità di essere altro da ciò che gli altri volevano che fossimo.”
Il contagio della violenza – Annamaria Manzoni

“Quindi violenza legalizzata su uomini e violenza legalizzata sugli altri animali vengono sottoposte a un processo di nascondimento, di rimozione e di negazione: quello che non vediamo non ci disturba, come ben sa anche la saggezza popolare.
In sintesi andiamo costruendo un’abitudine mentale rispettosa, non violenta: l’opposizione alla guerra si espande, ma le guerre vengono ancora combattute, manipolate nei loro significati e trasformate in guerre di difesa, per la sicurezza, preventive, umanitarie; le condanne a morte sono occultate. Analogamente i macelli sono chiusi alla vista, è vietato entrare, filmare, registrare: le tecniche di asservimento degli animali detenuti nei circhi o dei cavalli da domare sono visibili solo nei siti delle associazioni animaliste, mentre sui social possono addirittura essere oscurate in quanto spettacolo disdicevole (sic!).”
Il contagio della violenza – Annamaria Manzoni

“La nostra rabbia è un furore che gli occidentali non possono capire. La nostra tristezza fa piangere le pietre.”
Ogni mattina a Jenin – Susan Abulhawa

La realtà di una inaccettabile vicenda che vede individui usati, messi al bando, uccisi, imprigionati, deportati.
E la lotta per mettere fine a questo abuso.
Intervista di Lorenzo Poli a Marco Reggio. Articolo di Margherita D’Amico

“Dobbiamo infine ammettere che il re è nudo. E’ tempo di chiamare la civiltà occidentale con il suo nome: un sistema in metastasi fondato sul dominio, la guerra, la schiavitù, il massacro, lo sterminio di tutte le specie e la devastazione ecologica.
Non basta democratizzare il potere, come vuole la sinistra, se in questo modo non si fa altro che redistribuire l’autorità e i mezzi per sfruttare e uccidere.
Dal punto di vista animale e terrestre, lo slogan “Potere al popolo!” è minaccioso, non rassicurante; oppressivo, non liberatorio.”
Liberazione totale – Steve Best

Quanto sappiamo della realtà dei “manicomi”?
Abbiamo mai pensato alle implicazioni sociali e politiche del poter disporre totalmente e legalmente di corpi altrui?
“Il colpevole segreto d’Europa”: il manicomio lager sull’isola di Leros.
La prima verità – Simona Vinci – Ph. Antonella Pizzamiglio

Seconda parte del viaggio che indaga il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani; un approccio psicologico per capire i meccanismi che ci imprigionano nel “male”.

Il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani, un approccio psicologico per capire i meccanismi che ci imprigionano nel “male”.
Sulla cattiva strada – Annamaria Manzoni

Cos’è la vera femminilità?
Qualcuna sa rispondere?
“Alle donne piace soffrire?” – Betty Argenziano

“Rieducare” persone che hanno commesso crimini violenti, insegnando loro a uccidere qualcuno con cui hanno stabilito un legame profondo.
Voi come lo chiamate?
L’isola delle bestie – Marco Verdone

“Non includendo nella propria visione il destino degli altri animali uccisi, umiliati, femminilizzati, il pensiero femminista radicale partecipa linguisticamente allo sfruttamento e alla negazione del referente assente. Macella lo scambio culturale animale/donna raffigurato nella schema del referente assente e rivolge il proprio interesse esclusivamente alle donne, capitolando così di fronte a quel referente assente che appartiene alla stessa struttura che vorrebbe modificare.
Mangiare animali agisce come uno specchio e una rappresentazione dei valori patriarcali.
Mangiare carne è riscrivere il potere maschile ad ogni pasto.”
Carne da macello – La politica sessuale della carne – Carol J. Adams

“Non includendo nella propria visione il destino degli altri animali uccisi, umiliati, femminilizzati, il pensiero femminista radicale partecipa linguisticamente allo sfruttamento e alla negazione del referente assente. Macella lo scambio culturale animale/donna raffigurato nella schema del referente assente e rivolge il proprio interesse esclusivamente alle donne, capitolando così di fronte a quel referente assente che appartiene alla stessa struttura che vorrebbe modificare.
Mangiare animali agisce come uno specchio e una rappresentazione dei valori patriarcali.
Mangiare carne è riscrivere il potere maschile ad ogni pasto.”
Carne da macello – La politica sessuale della carne – Carol J. Adams

La carne felice, il welfarismo, le abili mosse dell’industria dello sfruttamento per tranquillizzare le coscienze dei consumatori “turbate” dalla lotta antispecista.
E poi l’oscena politica sessuale della carne.

Se non è sempre stato così, allora possiamo immaginare un magico “come se” e lottare per cambiare un mondo sbagliato.
Un mondo sbagliato – Jim Mason

La poesia della vita emotiva degli animali da fattoria.
Il maiale che cantava alla luna – Jeffrey Moussaieff Masson

Seconda parte del viaggio nel diabolico meccanismo del linguaggio del disprezzo.
Un’eterna Treblinka – Il massacro degli animali e l’olocausto” – Charles Patterson

Un viaggio nei meandri subdoli e potenti del linguaggio del disprezzo.
Un’eterna Treblinka – Il massacro degli animali e l’olocausto” – Charles Patterson

Imperdibile racconto del premio Nobel per la letteratura Isaac B. Singer.
Il macellatore – Isaac B. Singer

Nelle parole della psicologa e attivista Annamaria Manzoni, la realtà dei fatti, la nostra disconnessione, l’orrore che stiamo perpetrando: ma noi abbiamo un sogno.
Noi abbiamo un sogno – Annamaria Manzoni