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Quanto ne sai dei pulcini che mangi?

Un’investigazione sotto copertura di Anonymous for Animal Rights all’interno di uno stabilimento di incubazione di polli mostra tutta la crudeltà standardizzata e legalizzata in tutto il mondo, Italia compresa, che si nasconde dietro la produzione di quella che viene comunemente chiamata “carne di pollo”.

La seguente esperienza è condivisa da miliardi di pulcini ogni anno nati all’interno degli stabilimenti di incubazione di tutto il mondo, per la produzione di polli (ed anche di galline ovaiole).

In condizioni naturali, un pulcino si schiude in un nido sotto le calde ali della madre. Nell’industria alimentare, tuttavia, il primo giorno di vita per miliardi di loro è completamente diverso.

L’industria del pollo, in tutto il mondo, si basa su incubatoi che mantengono le uova artificialmente al caldo (vedi anche goo.gl/oWyU2f).

Dopo la schiusa, i pulcini sono gettati su di un nastro trasportatore per l’ordinamento e l’elaborazione.
Chi supera la selezione viene ammassato in ceste per essere poi imprigionato in capannoni affollatissimi con cicli di luce di 23 ore al giorno, elevato calore costante, ecc., il tutto volto a stimolare in loro un continuo ed innaturale appetito ed una crescita abnorme. Dopo circa 36-40 giorni di questa “vita”, ancora pulcini, verranno uccisi per raggiungere le tavole dei consumatori.

IN FASE DI SELEZIONE INVECE TUTTI I PULCINI DEBOLI, DISABILI O CON SCHIUSA TARDIVA vengono industrialmente «smaltiti» in massa con vari metodi (quelli di triturarli vivi, ucciderli per schiacciamento o tramite gassazione sono tra i metodi più diffusi). Queste pratiche sono comuni e legali in tutto il mondo.

Guarda anche: goo.gl/QUM4ms

Prendi coscienza – Non finanziare ed alimentare più questo oceano di sangue quotidiano. Informati e informa. Grazie a chi vorrà condividere questa realtà ed informare più persone possibili.

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