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2,741  Bufali
477  Cavalli
357  Scimmie e asini
238  Cammelli e altri camelidi
 
Questo è il numero di animali uccisi nel mondo dall'industria della carne, del latte e delle uova da quando hai aperto questa pagina. Questo conteggio non include i miliardi di pesci e altri animali marini uccisi annualmente. Numeri basati sulle statistiche pubblicate da "Food and Agriculture Organization - USA".
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Pubblicato il 19-08-10
Corteo nazionale contro la vivisezione - 25 Settembre 2010 - Roma

ROMA - SABATO 25 SETTEMBRE 2010 - CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE

Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori


Ore 15.00 – Piazza della Repubblica – ROMA


Milioni di animali ogni anno vengono torturati nei laboratori di vivisezione, sottoposti ad esperimenti crudeli, sfigurati, ingabbiati, incatenati, legati ai tavoli operatori, avvelenati e lasciati soffrire e morire.

 

Questa è la ricerca medico-scientifica portata avanti dai baroni della medicina, finanziata e avvallata dal governo. Una ricerca che prevede lo sterminio di un milione di esseri viventi nella sola Italia, ogni singolo anno. Giorno dopo giorno, agonia dopo agonia.

 

Questi esseri viventi sono prodotti su scala industriale dentro allevamenti specializzati, cresciuti in condizioni asettiche e creati come oggetti su cui accanirsi nella ricerca di non si sa quale soluzione ai mali che noi stessi umani abbiamo provocato.

 

Green Hill di Montichiari è l'unico allevamento di cani “da laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d'Europa. Da Montichiari mensilmente 250 cuccioli di beagle vengono spediti verso l'inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto di una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager, l'americana Marshall Farm Inc.

 

Si tratta a tutti gli effetti di una fabbrica, dove questi animali non vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale. Capannoni in cui sono stipati 2500 individui in attesa di un destino atroce.

 

La chiusura di un lager come Green Hill è un imperativo che ha portato migliaia di persone a battersi in prima persona e scendere in piazza, per dire NO alla vivisezione e NO alla tortura.


Avere fermato i folli piani di espansione di questo allevamento, che prevedevano la costruzione di altri cinque capannoni sotterranei in cui imprigionare ulteriori 2500 cani, è stato un primo grande successo, l'inizio di un cammino in cui molte persone hanno finalmente scoperto di avere dentro di sé le potenzialità di fare la differenza ed essere parte di un cambiamento.

 

Fermare i loro affari, smascherare chi ha legami con questo luogo di sofferenza, aprire gli occhi sullo scottante problema della vivisezione, tenuto troppo a lungo nascosto, sono gli attuali obiettivi della campagna “Salviamo i cani di Green Hill”.

 

La lotta contro Green Hill sta assumendo sempre più importanza e valore simbolico dal momento in cui non ci troviamo solamente noi contro di loro. Non ci siamo infatti rinchiusi a Montichiari per una lotta ai ferri corti, ma stiamo allargando il cerchio delle responsabilità di questa ignobile situazione, andando sempre più in alto, laddove qualcuno si arroga il potere di decidere delle sorti e delle vite di milioni di esseri viventi. E proprio da queste persone vogliamo andare il 25 settembre con un corteo che ha una valenza storica significativa.

 

La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill. Adesso l'ultima parola spetta al Ministero.

 

Lo stesso Ministero che ogni anno autorizza esperimenti e decreta la morte degli animali, che autorizza sul territorio italiano la presenza di multinazionali della sofferenza che allevano animali per il solo e unico scopo di farli torturare a morte.

Qualcosa si smuove e il problema sta diventando tangibile anche per loro, che stanno attendendo le nostre mosse.

 

Sabato 25 settembre dobbiamo essere di nuovo in tanti, tantissimi, questa volta con l'intenzione di arrivare fino al Ministero.


Manifesteremo per far sentire la voce di chi è rinchiuso in una gabbia o in un laboratorio, per pretendere la chiusura di Green Hill e di tutti gli allevamenti, per dire NO alla vivisezione, per far vedere che non siamo più disposti ad attendere oltre. Per cambiare finalmente qualcosa!


APPUNTAMENTO:

SABATO 25 settembre – Ore 15.00 – Piazza della Repubblica – ROMA


NON MANCARE!

Sono previsti pullman da diverse città del nord e del sud.

fonte http://roma25settembre.wordpress.com

Gaspare
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Pubblicato il 12-08-10
Caso "Oca di Butera"

A proposito del caso di Butera abbiamo presentato in 2 giorni oltre 550 esposti in contemporanea a Questura, Prefettura, Sindaco e polizia Municipale.
Ora occorre continuare a fare pressione (sempre e solo dal punto di vista legale, perche' altro non intendono), sui "superiori" del Santuario che organizza la "festa" con l'oca uccisa.
Vi invito a spedire OGGI 12 agosto o al massimo domani la protesta sotto
descritta.

Vi raccomando di non aggiungere spunti etici oppure religiosi al
messaggio-tipo, in quanto esso vuole solo rafforzare l'esposto ai tutori
della legge.

Grazie per la vostra partecipazione! Speriamo di creare un precedente
molto importante per tutte quelle feste in cui si gioca con il corpo di
un animale ucciso. E se non sara' per il 2010... sara' piu' avanti ma...
ce la faremo!

Scriviamo a:

vescovo@diocesiarmerina.it, arcivescovo@diocesiag.it,
benedettoxvi@vatican.va, gela@lasicilia.it

oppure, col ";" come separatore:

vescovo@diocesiarmerina.it; arcivescovo@diocesiag.it;
benedettoxvi@vatican.va; gela@lasicilia.it

Per favore, mettete anche in copia NASCOSTA l'indirizzo:
antispecismo@tiscali.it
per poter cosi' conteggiare la partecipazione.

Attenzione: dalla casella del vescovo vi arrivera' il messaggio "Mons.
Pennisi e' assente dall'11 al 31 luglio", ignoratelo, abbiamo gia'
appurato che e' tutto a posto cosi'. Gli indirizzi sono testati e
funzionanti, se non vi funzionano e' un problema lato vostro su cui non
possiamo intervenire, quindi NON segnalatecelo, grazie! Magari provate a
mandarli uno alla volta, in quel caso.

Oggetto del messaggio:
Butera, santuario di S.Rocco protagonista di 550 esposti in questura:
intervenite!

Il messaggio da inviare e' quello qui sotto, dopo la linea tratteggiata.
Mettete il vostro nome e cognome in fondo.

==============================================

Al vescovo della diocesi di Piazza Armerina
S.E Mons. MICHELE PENNISI

all'arcivescovo dell'arcidiocesi di Agrigento
S.E. MONS. FRANCESCO MONTENEGRO

A S.E. il Papa
BENEDETTO XVI

e per conoscenza
signora Laura Mendola del giornale LA SICILIA

Buongiorno,

con la presente Vi informo che oltre 550 persone, indicando le loro
generalita' PRECISE, hanno presentato l'esposto diffuso ormai ovunque
su web, ad esempio:
http://www.animalinelmondo.com/notizie/animali/1351/Esposto-contro-l-uccisone-dell-oca-il-15-8-a-Butera-CL.html

Riferendosi a cio' che potrebbe avvenire a Butera il 15 agosto,
l'esposto chiede alle autorita' competenti di evitare il reato di cui
all'articolo 544 bis del codice penale e/o di comminare ai trasgressori
le pene previste.

Piu' precisamente:
"Chiunque, per crudelta' o senza necessita', cagiona la morte di un
animale e' punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi".

L'organizzatore de "lu jocu" e' certamente tra i responsabili
dell'uccisione dell'oca. Poiche' a Butera l'organizzazione de "lu jocu
di lu sirpintazzu" e' di competenza esclusiva del santuario di San
Rocco, nella persona del suo parroco,

CHIEDO

al Vescovo, all'Arcivescovo e al Papa di intervenire IMMEDIATAMENTE E
SENZA INDUGIO, onde bloccare l'organizzazione dell'illegale uccisione
del 15/8/2010 e anni a venire.

Ricordo agli emissari della Chiesa Cattolica che la legge della
Repubblica italiana si applica anche a loro e che, ove non sia fermato
il reato, piu' persone sono pronte ad unirsi e a costituirsi parte
civile nell'azione legale contro il santuario di San Rocco in persona
di chi ne ha la responsabilita'.

Distinti saluti,
nome, cognome, città

 

(AgireOra)

stregatto
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Pubblicato il 04-08-10
La Sagra dei Osei (Sagra degli uccelli) - Sacile (PN)

La Sagra dei Osei (Sagra degli uccelli) è una fiera che si svolge annualmente a Sacile la prima domenica dopo Ferragosto, quest'anno il 21-22 agosto.
Incentrata sull'esposizione e sul mercato di uccelli da canto, ha raggiunto la 737esima edizione: figura perciò tra le più antiche sagre popolari d'Italia.


Oggi la Sagra dei Osei - Mercato Esposizione Nazionale Uccelli, con il suo concorso canoro, celebre in tutta Europa con la presenza di migliaia di uccelli, rappresenta la più importante manifestazione avicola europea. Durante la manifestazione vengono premiati gli uccelli identificati come migliori cantori per le singole categorie e viene eletto il "TORDO NAZIONALE".
E' ora di dire basta, dando voce a queste creature costrette a "cantare" il loro pianto disperato in una gabbia.
Piccoli uccelli vengono allevati per vivere in gabbia ed allietare con il loro canto e la loro bellezza un pubblico che ignora totalmente il loro diritto ad essere liberi.


Si tratta di uccelli migratori (tordi sasselli, tordi bottacci, allodole, colombacci, merli) ed uccelli esotici (canarini, pappagalli...) ai quali generazioni di allevamento e gabbie non hanno tolto lo spirito selvaggio e sopratutto la voglia di volare.
Visitare le fiere degli uccelli fa stringere il cuore: centinaia e centinaia di metri di gabbiette anguste, con i loro piccoli prigionieri, che non possono volare via.


La F.I.M.O.V. (Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologico Venatorie) e' in Italia la maggiore promotrice ed organizzatrice di fiere ornitologico venatorie. Si tratta di un'organizzazione composta da cacciatori, ovvero persone che nel loro tempo libero amano armasi di fucile e sparare ad altri esseri viventi, e che detengono in gabbie estremamente piccole uccelli usati a scopo venatorio e per mostrarli e farli gareggiare alle fiere da loro organizzate.

Vi chiediamo di unirvi a noi esprimendo il vostro dissenso verso la Sagra dei Osei di Sacile: bastano poche righe, senza insulti ma con fermezza, meglio se scritte di vostro pugno... l'importante è mandarle per conoscenza ai giornali locali (altrimenti tutte le nostre mail finirebbero certamente in un cassetto della Pro Loco di Sacile).

Potete scrivere a:

info@prosacile.com

e per conoscenza agli organi di stampa

pordenone@messaggeroveneto.it
pordenone@gazzettino.it


E anche possibile inviare un messaggio al Sindaco di Sacile Roberto Ceraolo http://www.comune.sacile.pn.it/index.php?page=sindaco

Per info su questa sagra e in generale sull'argomento:

http://www.pordenonewithlove.it/ita/Eventi/Sagra-dei-osei
http://www.tradizioniviolente.org/fiere1.html
http://www.tradizioniviolente.org/fiere2.html

 

Se non riuscite a scrivere una mail personalizzata, ecco un testo già pronto a cui potreste ispirarvi

 


 

Mi unisco alla protesta contro la 736esima edizione della Sagra dei Osei, che avrà luogo a Sacile il 21 e 22 agosto prossimi.
Piccoli uccelli vengono allevati per vivere in gabbia ed allietare con il loro canto e la loro bellezza un pubblico che ignora totalmente il diritto di quei piccoli esseri ad essere liberi.
Eventi come questo, a mio avviso fortemente voluti dalle comunità di cacciatori e camuffati oggigiorno da "eventi per famiglie", sono in realtà ricchi di
contenuti decisamente diseducativi...non vedo cosa ci sia di positivo e straordinario nell'osservare centinaia di creature in gabbia.
Queste Fiere servono a soddisfare l'egoismo di chi decide di rinchiudere questi esseri indifesi tra delle sbarre, togliendo loro il sacrosanto diritto ad una vita degna di questo nome.
La detenzione di uccelli in gabbia e' giustificata in nome di una tradizione, che affonderebbe le proprie radici in epoche lontane.
Se così è, ritengo che sia giunta l'ora di porre fine a tradizioni come questa, poco degne di un paese civile.
Chiedo che sia posta fine a questa sagra tristemente diseducativa, che altro non è che l'ennesimo sbocco economico a beneficio di pochi e spese della libertà degli uccelli.

Distinti Saluti
... nome cognome ...

 



Grazie a tutti per la partecipazione!

di Daniela e Massimo - Pordenone

Gaspare
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Pubblicato il 07-07-10
ALLEVATO IN ITALIA - Raccolta fondi per la pubblicazione su Terra Nuova

Allevato in ItaliaLa sottoscrizione è aperta! Il gruppo nato su facebook per promuovere le pubblicità di campagne per gli animali lancia una nuova iniziativa: la raccolta fondi per pubblicare la pubblicità "Allevato in Italia" sulla rivista Terra Nuova.

Di seguito il testo di presentazione del progetto pubblicato dai responsabili del gruppo:

"
Cari amici del gruppo,
eccoci nuovamente qui per proporvi una nuova iniziativa. La rivista mensile Terra Nuova, che certamente molti di voi conosceranno, si è resa disponibile a pubblicare la campagna che numerosi quotidiani e riviste nazionali hanno (come già sapete) censurato. Parliamo della campagna "Allevato in Italia", naturalmente.

Una simile occasione non potevamo certamente farcela sfuggire; l'ormai famosa campagna censurata da tutti i media nazionali perché ritenuta "scomoda" , ha assunto un valore simbolico superiore alle nostre aspettative. Se in così tanti hanno paura di pubblicarla un perché ci deve pur essere.

Questo progetto è certamente diverso dal precedente per diversi motivi: stiamo parlando di pubblicare su un mensile e non su un quotidiano;
Terra Nuova non è distribuita in edicola, ma è possibile acquistare questa rivista in libreria e in molti punti vendita di prodotti biologici (ma anche ristoranti vegetariani, centri, associazioni del naturale...in tutto oltre 1040 punti vendita in Italia) . La rivista conta più di 8000 abbonati in tutta Italia e ha una tiratura media di 20.000 copie mensili effettive.

Invitiamo quanti non conoscessero ancora questa rivista a visitarne il sito al seguente indirizzo: http://www.aamterranuova.it/

La pubblicazione di una pagina a colori su Terra nuova (cm. 19,5x27,5) ha un costo decisamente accessibile : 1050 euro + iva (quindi 1260 euro iva inclusa).
Secondo gli ultimi conteggi dei versamenti per la pubblicazione su Repubblica risultano essere disponibili ancora circa 300 euro, somma che si trova sul conto di Progetto Vivere Vegan e che, pertanto, potrà essere utilizzata per la pubblicazione su Terra Nuova.
Ciò detto, la somma che ci basterebbe raccogliere per questo progetto ammonta a 960 euro.
Se poi volessimo dare una posizione di maggior prestigio alla nostra pagina potremmo addirittura puntare alla "terza di copertina", che ha un costo di 1300 euro + iva.
In ogni caso questo lo potremo decidere solo in base alla cifra che raggiungeremo con i nostri versamenti.

Abbiamo pensato di fissare, come data ultima per i versamenti, il 31 agosto 2010. La speranza è quella di andare in stampa con il numero di ottobre.
Questa volta, considerato il budget da raggiungere, non vogliamo fissare una quota individuale. Ognuno è libero di versare un contributo secondo le proprie possibilità.

Da oggi inoltre anche CA-Campagne per gli Animali ha un proprio conto corrente bancario, pertanto i versamenti non andranno più fatti sul conto di Progetto Vivere Vegan bensì direttamente su quello di Campagne per gli Animali

Il contributo pertanto dovrà essere versato sul Conto Corrente bancario n° 194 / 705897 intestato a "Campagne per gli Animali", specificando come causale: “campagna Terra Nuova gruppo FB”

CC n° 194 / 705897
IBAN: IT50T0572861551194570705897
Intestato a Campagne per gli Animali

Anche questa volta vi preghiamo, dopo aver versato la quota, di segnalarcelo inviando una e-mail con nome e cognome e importo versato ai 2 destinatari
info@campagneperglianimali.org
cagruppofb@libero.it

I vostri versamenti saranno come di consueto monitorati da Campagne per gli Animali e da noi amministratori di questo gruppo;
vi invieremo un messaggio di aggiornamento settimanale darvi conto della quota via via raggiunta.
Relativamente a Campagne per gli Animali vi invitiamo ad iscrivervi alla loro Newsletter, che vi permetterà di restare aggiornati sulle attività di questa associazione non profit e sulle campagne in corso.
Questo il link per iscrivervi alla Newsletter di Campagne per gli Animali:
http://www.campagneperglianimali.org/newsletter.html

Grazie a tutti dell'attenzione e ci auguriamo che questo nuovo progetto colga il vostro interesse!

gli amministratori del gruppo"

COMUNICATO STAMPA: "Allevato in Italia prossimamente su Terra Nuova "
Anteprima di ALLEVATO IN ITALIA
(formato .pdf)
Lista di chi ha sostenuto l'iniziativa

da www.campagneperglianimali.org

Gaspare
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Pubblicato il 07-07-10
La sai cosa ti trapiantano? Animale o artificiale, conflitto morale sugli interventi chirurgici. Questionario

La vita è un bene inestimabile. Innato è l'istinto di sopravvivenza in ogni essere.
Ma fino a che punto siamo giustificati nel violare il diritto all'esistenza animale? Fino a che punto vale mors tua vita mea?


L'uomo per curarsi impiega nelle medicine, negli impianti, nei trapianti e in diversi dispositivi medici materiale di origine sintetica e biologica. Quest'ultimo può essere di derivazione animale.


La nostra etica traccia una distinzione netta tra gli esseri umani e gli altri animali tale da cancellare ogni possibile senso di colpa. Le origini di questa retaggio culturale sono antiche e rintracciabili già nel pensiero di filosofi come Aristotele

“in natura ogni cosa ha un fine e il fine ultimo degli esseri meno razionali è di servire i bisogni di quelli più razionali”;

Cartesio (in Discorso sul metodo)

“gli animali non hanno un'anima immortale. Essi sono macchine”;

Kant (in Lezioni di etica)

“gli animali sono semplicemente mezzi a un fine. E questo fine è l'uomo. Gli umani al contrario, in quanto esseri ragionanti, autocoscienti e autonomi, devono essere rispettati come fini in sé”.

Uno dei primi attacchi a questa tradizione venne sferrato dal pensiero darwiniano:

“L'uomo con la sua arroganza si considera un capolavoro la cui creazione avrebbe richiesto l'intervento di una divinità. In realtà sarebbe più modesto da parte sua e anche più vero considerarsi proveniente dagli animali.” (Notebook 1836-1844).

Le nuove conoscenze maturate in genetica non danno torto a Darwin, poiché hanno dimostrato che gli umani condividono con gli scimpanzé il 98% del proprio DNA. Siamo più animali di quanto vogliamo ammettere. Per motivi etici, religiosi, culturali e salutistici molte persone (solo in Italia i vegetariani sono sette milioni) scelgono di non consumare alcuni o tutti gli alimenti di origine animale e questa posizione, coerentemente portata avanti anche in caso di cure mediche, mette in difficoltà i chirurghi.


Non è noto l'atteggiamento che il medico debba tenere di fronte a dei pazienti che rifiutino le cure se queste prevedano l'utilizzo di materiale di tipo animale. Ad oggi, l'uso di tali dispositivi medici è inevitabile per la cura di certe patologie, ma nei casi per i quali esistono valide alternative terapeutiche, come si deve comportare un paziente per far rispettare i propri diritti e le proprie scelte?

 

Attualmente nel modulo per il consenso informato all'intervento non viene neppure indicata l'origine del materiale impiegato.
Oltre alle conseguenze della scelta etica individuale, bisogna soffermarsi a riflettere su altre implicazioni morali e salutistiche. Per millenni l'uomo ha sfruttato le mutazioni genetiche casuali, selezionando le varietà animali più vantaggiose. Oggi manipola direttamente il genoma animale per rendere gli organi e/o tessuti da espiantare (xenotrapianti) conformi alle esigenze umane.
Non meno rilevanti sono altresì i rischi legati al rigetto e alla possibilità di liberare un virus nascosto tra i tessuti, causando così delle pericolose zoonosi (malattie infettive o parassitarie che possono essere trasmesse dall'animale all'uomo).


Un tema così sensibile che tocca da vicino innumerevoli persone (solo nel 2009 il totale dei trapianti eseguiti sul territorio nazionale è 3169*) deve senz'altro essere affrontato al più presto per essere dovutamente regolamentato.
Su iniziativa di alcuni medici, del Dipartimento di Chirurgia Generale del Policlinico di Tor Vergata di Roma, che vogliono tener conto delle esigenze dei pazienti, è stato stilato un questionario che permetterà di calcolare la portata del problema a livello nazionale.


La voce di pochi, come tristemente sappiamo, ha un eco limitato.
Ognuno di noi, rispondendo a poche domande, può contribuire al fine ultimo di influenzare la posizione dei medici e spingere così la ricerca verso sistemi alternativi.


È nel nostro interesse, compila il questionario!
Puoi accedervi copiando e incollando questo indirizzo nel tuo browser: www.vegetariani.it/img/que stionario.pdf
Inviaci le tue risposte via mail a info@vegetariani.it o il questionario compilato via fax allo 02/45471721.
Diffondilo fra amici, parenti e colleghi perché goccia dopo goccia nasce un fiume!

Vanessa Sartori


*fonte dati: Sistema Informativo Trapianti, dati al 31/12/'09

Gaspare
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Pubblicato il 24-06-10
Marcia anche tu contro la vivisezione!

Fonte  notiziaMarcia virtuale contro la vivisezione: arriviamo a 100.000 partecipanti!

 

Ecco un aggiornamento sulla Direttiva Europea sulla sperimentazione animale, in discussione da anni, ma che sembra quasi giunta alla fine del suo iter, anche per rilanciare la "manifestazione virtuale contro la vivisezione" ancora in corso, in modo da raggiungere entro settembre il numero di 100.000 manifestanti.

 

Raccomandiamo a chi non sta ancora "marciando virtualmente" verso il Parlamento Europeo di unirsi col suo NO alla vivisezione a questa manifestazione, seguando le indicazioni riportate a questa pagina:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740

 

Raccomandiamo anche di diffondere tale pagina il piu' possibile, su Facebook, MySpace, Twitter e quant'altro, in modo da invitare sempre piu' persone ad partecipare!

 

Aggiornamenti sulla Direttiva

Ecco gli aggiornamenti arrivati pochi giorni fa dalla fondazione antivivisezionista inglese "Dr. Hadwen Trust", che da anni sta seguendo i lavori sulla direttiva europea:

il 3 giugno il Consiglio dei Ministri UE ha adottato l'attuale testo della direttiva come "Posizione Comune", mentre la Commissione Agicoltura del Parlamento Europeo deve votare a breve. Probabilmente a settembre passera' di nuovo al Parlamento in seduta plenaria in Seconda Lettura.

 

L'attuale testo contiene vari aspetti negativi, purtroppo, perche' la lobby della vivisezione (industria chimico-farmaceutica, universita', centri di ricerca e allevamenti) e' molto potente. Ma contiene anche alcuni aspetti chiave che, se implementati in modo corretto nelle singole legislzioni nazionali degli Stati Membri, potranno essere utili per bloccare sperimentazioni e salvare animali.

 

Un punto importante e' l'impegno ad aumentare lo sviluppo di metodi di ricerca senza animali, non solo per i test di tossicita' obbligatori per legge, come di fatto e' stato fino ad ora, ma anche nella ricerca medica.

Un altro punto e' quello dell'obbligo di ispezioni negli allevamenti e nei laboratori di sperimentazione animale, anche questo un aspetto che allo stato attuale e' molto trascurato; attualmente la legge non prevede un certo numero di ispezioni annuali obbligatorie, previste invece nella nuova direttiva.

 

Un terzo punto e' quello dell'obbligo di autorizzazione per tutti gli esperimenti, che come sappiamo attualmente non esiste, perche' la maggior parte delle sperimentazioni viene fatta in regime di notifica, cioe' chi fa l'esperimento notifica il Ministero della Salute, ma non e' obbligato ad attendere una esplicita autorizzazione. E' pero' anche vero che nella direttiva viene lasciato spazio di manovra agli Stati Membri per "annacquare" questo punto, e sara' quindi necessario vigilare sull'implementazione nazionale.

 

I prossimi passi

E' ora importante continuare a fare pressione sul Parlamento affinche' questi punti chiave vengano mantenuti, e non vi siano ulteriori peggioramenti della legislazione.

Quindi l'invito e' quello di unirsi alla "marcia virtuale" per raggiungere i 100.000 partecipanti: con 100.000 firme (perche' l'adesione alla marcia si fa col proprio nome e cognome) i rappresentanti del Dr. Hadwen Trust andranno al Parlamento Europeo a sostenere le nostre istanze, ed inoltre queste stesse firma potranno essere utili a livello nazionale quando verranno implementate le singole leggi nei vari Stati Membri.

 

Quindi... partecipate alla manifestazione come spiegato qui: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740 e divulgate!

 

Grazie a tutti,
AgireOra Network

Gaspare
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Pubblicato il 19-06-10
Protesta all'ospedale Niguarda di Milano - Sabato 18 Giugno

 

Per un attimo era sembrato che dal governo arrivasse una sospensione delle pratiche vivisettorie che si stanno eseguendo in uno degli ospedali più importanti di Milano. Nessuno stop invece dal sottosegretario Francesca Martini, solo una promessa di "attività di verifica relativa alla corretta applicazione degli obblighi previsti dalla legge in materia di impiego di animali da laboratorio''.

Questi esperimenti invece vanno interrotti. La LEAL - Lega anti vivisezione - ha organizzato per domani sabato 18 giugno mattina dalle 9 alle 13 una protesta davanti al Niguarda, che oggi non si chiama più "ospedale" ma "azienda ospedaliera", e la differenza di senso non è poca. Lì stanno avvenendo sperimentazioni su animali vivi durante corsi didattici, a causa di un progetto che unisce il Niguarda a una certa AIMS Academy.

Veramente AIMS Academy ha un nome altisonante, ma il suo sito è ancora in costruzione, e sulla pagina attuale si può leggere solo :

"Oggi, l'Azienda Ospedaliera Niguarda - Ca' Granda e la fondazione AIMS Academy - Advanced International Mini-invasive Surgery - che raccoglie il testimone dell'importante realtà accademico-scientifica ILCAM creata nel 2001 dal Prof. Raffaele Pugliese, si fanno promotori del progetto per la realizzazione della prima struttura multidisciplinare in Italia dedicata alla ricerca e alla formazione in chirurgia mini-invasiva avanzata."


Fondazioni, aziende ospedaliere...ma il sito lo fanno con la desinenza org. così giusto per chiarire le idee..... http://www.aimsacademy.org/sito/html-template.html

Il presidio chiede all'ospedale Niguarda di non permettere più l'organizzazione di corsi di training con uso di animali al suo interno; all' AIMS Academy di non usare più animali nei propri corsi e di usare invece metodi alternativi moderni e all'avanguardia, più efficaci e utili.
Si raccoglieranno le firme per la petizione nazionale "Abolizione della vivisezione didattica".

Gli organizzatori chiedono di portare cartelloni, striscioni con slogan, magliette di ogni tipo ma di lasciare a casa le bandiere di associazioni.

Su Facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=112027415510427

La petizione da firmare http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html

Informazioni info@leal.it oppure a milano@agireora.org

fonte http://animalinliberostato.blogspot.com

Gaspare
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Pubblicato il 18-06-10
NO al circo con gli animali a SAVONA e poi ad ALBENGA, INVIATE MAIL DI PROTESTA

INVIAMO MAIL PRIMA CHE MONTINO LE TENDE... DICIAMO BASTA AI CIRCHI CON ANIMALI...

il 17 inizia a savona e poi il 24 ad albenga, sono circondata :
http://www.savonaeponente.com/2010/06/17/il-circo-sbagliato/
http://www.ivg.it/2010/06/17/circo-a-savona-enpa-no-a-queste-crudeli-esibizioni/#comment-42256
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=78783

Questa è la mail che ho inviato io,voi prendete spunto ma non fate copia e incolla:

Egregio Signor Sindaco, Egregi Signori,

ho saputo che ospitate nella vostra città il circo Orfei.
Desidero invitarvi a riflettere sulla sofferenza che si cela dietro
ai circhi con animali.
Che si tratti di tigri, leoni ed elefanti o altri animali il principio
non cambia: la loro natura non è certo quella di vivere per essere
prigionieri di un circo, soggetti ad una vita non degna di tale nome per
il mero divertimento di qualche avventore.
E ci permettiamo di sottolineare "qualche avventore", dal momento che i
circhi con animali oggigiorno sopravvivono quasi esclusivamente grazie
ai finanziamenti pubblici.
Lo Stato tiene in vita i circhi con il Fondo Unico dello Spettacolo
(FUS). Ogni anno devolve al circo milioni di euro, spesso equivalenti
all'incasso di un anno.
Non ci vuole molto a capire che, se non fosse per i soldi pubblici, il
circo con gli animali avrebbe già da tempo chiuso i battenti.
In un periodo di crisi come quello che la nostra società sta
attraversando ci sembra oltremodo inaccettabile continuare a mantenere
queste realtà obsolete e diseducative.
Mi chiedo,perchè non smettete di permettere l'attendamento di circhi con
animali sul territorio, seguendo l'esempio di numerosi Comuni italiani,
francamente non vediamo
validi motivi perché anche l'Amministrazione di cui Ella, Signor
Sindaco, è massimo rappresentante, non possa fare altrettanto.
Tutto questo non accade di certo solo in Italia: proprio di recente in
Bolivia è stata approvata la prima legge al mondo che vieta l'uso di
qualsiasi tipo di animale nei circhi.
Già in passato altri Stati avevano bandito l'utilizzo di quelli
selvatici (Croazia, Singapore, Austria, Israele e Costarica), ma la
novità assoluta è data dal fatto che per la prima volta si è legiferato
per proibirne anche quello dei domestici.
Inoltre alcuni circhi hanno da anni scelto di non utilizzare più gli
animali: gli australiani "Flyng Fruit", i canadesi "Cirque du soleil", i
francesi "Les Colporteurs", gli americani "Minimus", "Nuage", "Hiccup" e
molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri,
trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti.
Questa è la direzione da seguire, l'unica civile.
E' naturale per gli animali essere esposti come merce, privati della
libertà, esibirsi in un circo per il mero divertimento di uno sparuto
pubblico pagante?
Obiettivamente, credo di no.
Invece molti circensi continuano a sostenere che tutto ciò sia naturale
e normale per gli animali.
Tutto questo dopo che l'animale è stato allontanato dal suo ambiente e
posto in un luogo sconosciuto e ostile.
E Vi ricordo che l'habitat naturale di un elefante, solo per citare
un esempio, non è certo il tendone di un circo, né tanto meno la gabbia
dove viene stipato fra uno spettacolo e l'altro.
A parte gli "spettacoli" e gli esercizi, gli animali rimangono per il
resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare
le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati, soggetti al
caldo e al freddo.
Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, visto che avvengono in
condizioni durissime ed estenuanti per gli animali.
Gli animali sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di
vivere la loro vita in libertà nella loro terra d'origine, non hanno
commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita e la
loro umiliazione durante gli spettacoli.
La logica della violenza perpetuata nei confronti degli animali è la
stessa che ci consente poi di sfruttare l'uomo, come i casi più recenti
di cronaca ci insegnano.
Lo spettacolo del circo, anche quando avvenga nel rispetto o meno delle
leggi, e' sempre basato sulla sottomissione/dominazione e sullo scherno.

Pertanto, viste le premesse sopra indicate, La invitiamo, Signor
Sindaco, ad emettere con urgenza un regolamento per vietare
l'attendamento di circhi con animali nel Suo Comune.
E, nel caso specifico del Circo Orfei, La invitiamo a effettuare
i dovuti controlli sanitari e a verificare la corretta affissione dei
manifesti e il rispetto delle norme CITES.

Distinti saluti

NOME,COGNOME,CITTA',CAP


savona@enpa.org;info@info-animali.it;redazione@riviera24.it;info@info-animali.it;
lav.savona@infolav.org;info@provincia.savona.it;
savona@ilsecoloxix.it;direttore@savonanews.it;redazione.internet@ansa.it;
redazione@savonaeponente.com;direttore@ivg.it;oliviastevanin@ivg.it;
savona@enpanet.it;pqbsa@tin.it;cristina_tognoni@tin.it;
genova@oipaitalia.com;ambiente@comune.savona.it;
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dirigente.cultura@comune.savona.it;segrtecnica@comune.savona.it;
distrettocentro@comune.savona.it;turismo@provincia.savona.it;
vice.presid.giunta@regione.liguria.it;savona@inforiviera.it;loano@inforiviera.it;
turismo@provincia.savona.it;-m.boffa@provincia.savona.it;aptpalme@inforiviera.it;
protocollo@pec.comune.albenga.sv.it;sindaco@comune.albenga.sv.it;
pariopportunita@comune.albenga.sv.it;segreteriasindaco@comune.albenga.sv.it;
informatica@comune.albenga.sv.it;servizisociali@comune.albenga.sv.it;
ambiente@comune.albenga.sv.it;turismo@comune.albenga.sv.it;dss4@comune.albenga.sv.it;
carmen.ruaro@alice.it;ambiente@provincia.savona.it;
ufficiodirittianimali@provincia.savona.it;energia@provincia.savona.it;
cristiano.campana@comune.albenga.sv.it;savona@enpa.org

( a me queste sono tornate indietro: lav.savona@infolav.org;savona@enpa.org;cristina_tognoni@tin.it;savona@enpanet.it;
segrtecnica@comune.savona.it;-m.boffa@provincia.savona.it;aptpalme@inforiviera.it; vice.presid.giunta@regione.liguria.it MA NON IMPORTA,le più tante sono andate,forse voi sarete più fortunati)

X CONOSCENZA,Cc:
martini_f@camera.it;Info - Michela Vittoria Brambilla;presidente@chiliamacisegua.org;
guardie@oipaitalia.com;rosanna@chiliamacisegua.org; info@chiliamacisegua.org

VI PREGO,INVIATE MAIL E INVITATE ALTRI A FARLO,NON VOGLIO UN CIRCO VICINO A CASA MIA :-((((((((((

robertaestop
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Pubblicato il 03-06-10
Fermiamo Harlan, un altro allevamento di animali per la vivisezione

3 Giugno 2010 - Prende il via la campagna “Fermiamo Harlan”, azienda di allevamento di animali da laboratorio anche transgenici e di “servizi di vivisezione” per conto terzi. In Italia, la campagna sarà promossa e condotta in prima battuta dalle associazioni Gaia Onlus e dall'Associazione "Animalisti Italiani Onlus", con il sostegno dell'associazione internazionale People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) e la collaborazione di Oipa Italia, Lida Milano, LAV milano, Diamoci La Zampa Onlus, LEAL e coordinamento "Fermare Green Hill".

Un presidio e un corteo indetti per costringere alla chiusura i laboratori dove si manipolano animali geneticamente modificati e si svolgono esperimenti di vivisezione su animali di tutti i tipi. L’obiettivo è anche quello di portare alla chiusura di un imponente allevamento di animali transgenici e di animali domestici da laboratorio nei dintorni di Milano.

Il corteo è previsto per il giorno 5 giugno 2010, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, dalla piazza del Comune di Bresso (Mi) in Via Roma 25 fino agli stabilimenti di Harlan Italy di Bresso, in Via del Duca Lillo 10 (di fronte all’ingresso principale della ditta Zambon).

Harlan è un’azienda americana nata 70 anni fa che fornisce laboratori di mezzo mondo con servizi di chirurgia, servizi transgenici, servizi di analisi genetica, servizi di monitoraggio sanitario, animali da laboratorio.
La campagna contro Harlan intende denunciare il business miliardario dei "Farma Serial Killer" e i danni arrecati alla scienza e alla salute pubblica dagli esperimenti su animali, un modello fuorviante e sbagliato che serve unicamente agli interessi consolidati delle multinazionali farmaceutiche.

Info per i giornalisti: 02.86463111
per info generali: fermiamoharlan@gmail.com

Gaspare
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Pubblicato il 29-05-10
Giornata mondiale per l’abolizione delle botticelle

Sabato 29 maggio, in piazza Campo dei Fiori, a Roma dalle 14.00 alle 21.00


In occasione della giornata mondiale per l’abolizione delle carrozze trainate dai cavalli l’OIPA organizza un tavolo informativo, con cartelli, striscioni, ecc e naturalmente per raccogliere le ultime firme per la petizione da consegnare a breve al sindaco. Dopo un anno e mezzo dall’ultimo incidente mortale ancora nessun cambiamento reale per la condizione dei cavalli che trainano le carrozze a Roma. In occasione della Giornata mondiale per l’abolizione delle carrozze turistiche a trazione animale il 29 maggio OIPA e No alla Caccia organizzano un tavolo informativo su questo tema, che sarà anche l’ultima occasione per sottoscrivere la petizione per l’abolizione delle "botticelle". Le 5000 firme raccolte verranno consegnate a breve al sindaco di Roma.

Roma si conferma città nemica dei cavalli. Infatti sulle botticelle ancora provvedimenti che non cambieranno di una virgola la condizione di sofferenza e schiavitù dei cavalli che le trainano. Con mesi di ritardo l’Amministrazione ha reso noto a marzo l’elenco delle strade "off-limits", dalle quali restano però escluse tutte quelle più trafficate, fonte di stress e costante pericolo per i cavalli. Targhe sulle carrozze, ’microchippatura’ degli animali, ambulanza veterinaria e ipotetiche nuove stalle - queste le novità introdotte dalle ultime deliberazioni comunali - non hanno nulla a che vedere con la risoluzione del problema, semmai, purtroppo, ribadiscono l’intenzione di questa amministrazione di voler mantenere ancora a lungo un’attrazione turistica del tutto obsoleta e anacronistica.

Ci chiediamo come sia possibile che non si siano ancora presi provvedimenti seri rispetto alla situazione di questi poveri animali.
Pensiamo a cosa possa significare per un cavallo essere sottoposto allo sforzo di trainare un peso di 700-800 kg, nel congestionatissimo traffico di Roma e sotto il sole cocente. Tutto questo a quale scopo? E’ forse necessario torturare dei cavalli per ammirare le bellezze della nostra citta? Le carrozze elettriche potrebbero svolgere egregiamente questo compito senza infliggere inutili sofferenze a questi nobili animali. Che quello delle botticelle venga considerato dall’amministrazione comunale un problema di poco rilievo lo dimostra anche il fatto che il regolamento vigente viene completamente ignorato. Durante i controlli dell’Oipa è capitato che alcuni vigili urbani, debitamente interrogati in merito, non fossero a conoscenza delle regole alle quali si dovrebbero attenere i vetturini, né tanto meno di quali sanzioni andrebbero applicate in caso di infrazione, e questo la dice lunga sullo stato attuale delle cose.

Associazioni animaliste e ambientaliste, cittadini, e politici di entrambe gli schieramenti hanno chiesto insistentemente in questi anni che i cavalli venissero tolti dalle strade di Roma perché gli incidenti, nelle condizioni del traffico odierno - ben diverso da quello dei secoli scorsi! - sono inevitabili. Come afferma il Ministro del Turismo M. Vittoria Brambilla, "Le botticelle sono qualcosa di assolutamente anacronistico, che non servono a una citta’ come Roma, la quale attrae un numero altissimo di turisti ogni anno e non certo per le botticelle. Le botticelle non solo non servono al turismo romano ma gli creano un grosso danno. Non e’ possibile continuare ad esercitare una simile violenza sugli animali".

In occasione della giornata internazionale per l’abolizione in tutto il mondo delle carrozze turistiche a trazione animale (Horses Without Carriages International Day) sabato 29 maggio, in piazza Campo dei Fiori, dalle 14.00 alle 21.00, le associazioni OIPA e No alla caccia allestiranno un tavolo informativo specifico sul tema delle botticelle. Chiunque ritiene incivile far lavorare dei cavalli in queste condizioni, per di più per un servizio che ormai non ha più ragione di esistere al giorno d’oggi, potrà venire ad apporre la propria firma. Presso il tavolino saranno inoltre distribuite copie del Regolamento del Comune di Roma per i Diritti degli Animali al fine di informare il pubblico su quelle che sono le regole vigenti nel nostro comune a tutela degli animali. Lo stesso regolamento verrà poi consegnato a tutti i vigili che presidiano le piazze del centro di Roma affinché si attivino finalmente per sanzionare le irregolarità commesse dai vetturini.


Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/maggio_botticelle.html

Gaspare
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